Infortuni più frequenti nella pallavolo e come prevenirli

  1. Zone del corpo a maggiore rischio di traumi nella pallavolo
  2. Distorsione della caviglia nei pallavolisti: sintomi e cura
  3. Tendinite rotulea (o “ginocchio del saltatore”)
  4. Prevenzione degli infortuni nella pallavolo con le calze biomeccaniche FLOKY

La pallavolo è uno sport sempre più diffuso in Italia. Ogni anno più di 320.000 atleti e 5.000 società si tesserano alla FIPAV (Federazione Italiana Pallavolo) e partecipano a campionati nazionali. Il numero di giocatori è in continuo aumento da vent’anni a questa parte e lo è, di conseguenza, anche il numero di infortuni legati alla pallavolo. Si tratta perlopiù di traumi causati dall’impatto con il terreno di gioco e con il pallone, che possono essere di due tipi: diretti e indiretti. I primi sono dovuti al contatto con un oggetto, una superficie o un compagno di squadra. I secondi invece avvengono in assenza di contatto, a seguito dell'azione di forze lesive intrinseche, più complesse.

Vediamo nel dettaglio quali sono le zone del corpo più colpite e gli infortuni più comuni.

Zone del corpo a maggiore rischio di traumi nella pallavolo

Essendo gli infortuni più frequenti causati principalmente dall’impatto con il terreno di gioco e con il pallone, le zone del corpo a maggior rischio traumi sono le caviglie, le ginocchia e le dita. Per esempio, l’insaccata del dito è uno degli infortuni più frequenti che possono capitare ai pallavolisti. Si tratta di una distorsione determinata dall’impatto del dito col pallone in velocità. In alcuni casi guarisce autonomamente e non sono necessari interventi particolari, mentre nei casi più gravi sono necessarie apposite cure per poter recuperare la totale funzionalità del dito.

Anche le spalle e la schiena, a causa del sovraccarico funzionale, possono riportare traumi più o meno gravi. La colonna vertebrale, nella pallavolo, è sottoposta a numerose forze di compressione e a estemporanee iperestensioni e torsioni del tronco. Il dolore lombare è frequentemente cronico nei pallavolisti. Normalmente si risolve con il riposo, le terapie manuali, la fisioterapia o farmaci sotto prescrizione medica. Ma, se si trasforma in lombalgia acuta, è opportuno consultare uno specialista e non correre il rischio che diventi invalidante.

Distorsione della caviglia nei pallavolisti: sintomi e cura

Nella pallavolo la caviglia è frequentemente sollecitata, stressata e soggetta a rischio di distorsioni, le quali possono trasformarsi in traumi anche gravi. Tra i sintomi della distorsione alla caviglia rientrano dolore (specialmente quando si appoggia il peso sul piede), tensione, gonfiore, lividi, instabilità e difficoltà di movimento, fino a spasmi o crampi ai muscoli. Si riconoscono tre gradi di distorsione alla caviglia, a seconda della gravità:

  • Primo grado: la distorsione determina uno stiramento e una lacerazione minima dei legamenti, ma non la loro rottura;
  • Secondo grado: la distorsione determina la rottura parziale del legamento peroneo-astragalico anteriore;
  • Terzo grado: si tratta della distorsione più grave, in quanto comporta la rottura completa dei legamenti.

Dopo una distorsione di caviglia i professionisti consigliano di seguire il protocollo “RICE” (R=riposo, I=ice, C=compressione con fasciatura della caviglia, E=elevazione dell’arto). I tempi di guarigione da una distorsione alla caviglia dipendono da molti fattori, tra cui una buona riabilitazione quotidiana. La maggior parte delle distorsioni vengono trattate con terapie manuali, a volte supportate da taping alla caviglia. Nel caso il dolore continuasse è consigliata una visita specialistica, nel corso del quale verrà stabilito se e quando è necessario un intervento chirurgico.

Tendinite rotulea (o “ginocchio del saltatore”)

Una tendinite del tendine rotuleo (detta anche “ginocchio del saltatore”) è un’infiammazione del tendine che connette la rotula alla tibia. Come suggerisce il nome, colpisce perlopiù gli atleti che praticano sport in cui si salta di frequente ed è classificata come un infortunio da sovraccarico funzionale, ovvero da una perdurante sollecitazione del tendine. A peggiorare la situazione è senz’altro il terreno di gioco particolarmente duro, che ammortizza poco e male i colpi subiti. Il dolore è piuttosto intenso, soprattutto quando si salgono e si scendono le scale o quando le ginocchia restano flesse per lungo tempo.

La particolare sollecitazione sull'apparato estensore del ginocchio e sull'articolazione femore-rotulea che caratterizza tutti i pallavolisti può produrre un’infiammazione persistente ai tendini di pertinenza, che può portare anche a lesioni acute e/o a una degenerazione progressiva della cartilagine. È importante valutare questi fattori in fase precoce ed analizzare eventuali fattori predisponenti (es. mal allineamento rotuleo e altezza rotulea). Terapie fisiche, stretching ed esercizi mirati, uniti a bendaggio funzionale (che, cioè, immobilizza l’articolazione preservandone il movimento e proteggendola da sollecitazioni dannose e dolorose) possono curare queste patologia. Il trattamento chirurgico viene preso in considerazione solo per i casi più gravi.

Prevenzione degli infortuni nella pallavolo con le calze biomeccaniche FLOKY

Le calze biomeccaniche FLOKY JUMPER riducono le vibrazioni, proteggono muscoli e tendini e preservano l’atleta dagli infortuni. Sono progettate per attività dove i balzi sono predominanti e costituiscono un potenziale rischio di infortuni, come pallavolo e pallamano. Sfruttano i principi della biomeccanica per migliorare le funzioni legate al piede e alla spinta muscolare, proteggendo l’atleta dagli infortuni e dall’usura e riducendo le vibrazioni causa di micrortraumi e infiammazioni. Garantiscono, tra gli altri vantaggi:

  • Stabilità, supporto e protezione, grazie alle applicazioni serigrafiche innovative che stabilizzano il piede, proteggono la tibia e la caviglia e proteggono la caduta dell’arco plantare e delle teste metatarsali;
  • Effetto grip, assicurato dallo speciale sistema antiscivolo situato al di sotto del piede che si estende fino all’alluce, dove nascono spinta e accelerazione;
  • Supporto alla spinta in fase di salto, con aumento della potenza e riduzione delle vibrazioni durante la fase di caduta;
  • Compressione plantare innovativa, che ottimizza il ritorno venoso, favorisce il ricambio delle scorie metaboliche, aumenta l’ossigenazione muscolare e velocizza il recupero.