Acido lattico nei muscoli: cos’è e come eliminarlo

È opinione comune e molto diffusa che l’accumulo di acido lattico sia responsabile dell’affaticamento e dei dolori muscolari che si avvertono dopo un’attività fisica intensa. In realtà tali disturbi, nel lessico tecnico identificati come DOMS (dolori muscolari a insorgenza ritardata), non sono, secondo le ricerche più recenti, legati all’acido lattico, che al contrario avrebbe un ruolo neutro o, in alcuni casi, addirittura favorevole per le performance muscolari. Infatti, l’acido lattico prodotto durante lo sforzo muscolare viene smaltito in pochi minuti o al massimo in qualche ora dopo la fine dell’attività. I dolori muscolari, invece, insorgono il giorno dopo o addirittura due giorni dopo aver fatto attività fisica, specialmente se si tratta di sforzi a cui non si è abituati, di esercizio fisico intenso o dopo un periodo di inattività.

Come si forma, allora, l’acido lattico? Esistono rimedi per l’acido lattico nei polpacci e l’attenuazione dei dolori muscolari? La risposta a queste e altre domande nei prossimi paragrafi.

Definizione di acido lattico e come si forma

L’acido lattico si produce nelle gambe anche senza sport. La sua produzione è infatti costante nel nostro organismo ed è correlata all’attività di contrazione e rilassamento delle fibre muscolari: quanto più intenso e prolungato è lo sforzo, tanto più acido lattico si accumula nei muscoli. Contrariamente all’opinione comune, l’accumulo di acido lattico è, secondo gli studi più recenti, un indicatore al più di fatica muscolare, ma non la causa dei sintomi. Sembrerebbe esercitare un ruolo neutro o, secondo alcuni ricercatori, addirittura favorevole, nel contrastare l’affaticamento, proteggere la funzionalità muscolare durante l’attività e favorire il recupero post-esercizio.

L’acido lattico è il prodotto finale della cosiddetta “glicolisi anaerobica”, ossia del processo biochimico che produce energia metabolica in assenza di ossigeno: il glucosio viene trasformato in acido piruvico (o piruvato), che, in assenza di ossigeno, può essere convertito in acido lattico.

Quindi perché, dopo un allenamento, si forma l'acido lattico? La sua quantità aumenta quando la richiesta di energia del muscolo aumenta notevolmente e rapidamente, oppure quando uno sforzo muscolare viene protratto a lungo. In queste condizioni, il flusso sanguigno non è in grado di garantire un apporto sufficiente di ossigeno alle cellule muscolari e il muscolo è costretto a produrre parte dell’energia necessaria sfruttando la glicolisi anaerobica.

Serve eliminare l’acido lattico dalle gambe?

Il nostro corpo è perfettamente in grado di capire autonomamente come eliminare l’acido lattico in poche ore: entro massimo tre ore dal termine dell’attività fisica l’acido lattico scompare completamente dal nostro organismo. Un’eliminazione più rapida, favorita per esempio da esercizi di defaticamento al termine dell’allenamento, un bagno o doccia calda o una buona idratazione, non avrebbe alcun effetto sull’insorgenza di dolori muscolari. Se questi ultimi si presentano ad attività fisica terminata o anche nei giorni successivi, alcuni consigli per favorirne la scomparsa sono:

  • Eliminare l’attività fisica intensa e allenarsi a bassa intensità, oppure concentrare gli esercizi su gruppi di muscoli non doloranti;
  • Se i dolori sono particolarmente significativi, riposarsi per dar modo al muscolo di riparare i microtraumi a carico delle fibre muscolari;
  • Per attenuare i sintomi e l’infiammazione, applicare impacchi freddi nei punti interessati;
  • Se i dolori non passano, assumere farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). Per l’acido lattico la tachipirina non ha alcun effetto;
  • Se dopo 3-4 giorni il problema non si è risolto, rivolgersi al medico curante per una valutazione.

Come aumentare la tolleranza all’acido lattico

Chi pratica particolari tipologie di corsa, nuoto, atletica, ciclismo, sport di squadra e bodybuilding, identificate come discipline anaerobiche lattacide, lavora in condizioni di massima produzione di acido lattico e necessita di smaltire l’acido lattico in modo ottimale a livello ematico, muscolare ed epatico. Una soluzione è allenarsi con l’acido lattico, ovvero scegliere allenamenti mirati per saturare i muscoli di acido lattico, in modo tale che si abituino a lavorare in condizioni di forte acidità, e migliorano contemporaneamente la neutralizzazione dell’acidosi del sangue. Sono di due tipi:

  • Il primo lavora su sforzo continuo (20-25 minuti) a valori di frequenza cardiaca prossimi alla soglia anaerobica;
  • Il secondo lavora a intervalli: nell'atletica 2-6 ripetute per 1-4 serie da 150-400 metri a ritmo gara o superiore, intervallati da recuperi parziali tra le ripetizioni (45-90 secondi) e completi tra le serie (5-10 minuti).

Calze biomeccaniche FLOKY per il recupero e lo smaltimento delle tossine

Al di là degli allenamenti specifici per migliorare la tolleranza all’acido lattico o dei farmaci per l’acido lattico nelle gambe, un buon punto di partenza per migliorare le proprie prestazioni è agire sul piede per agire sulla salute del corpo. Grazie allo sviluppo di tecniche serigrafiche innovative, concepite sui principi della Biomeccanica, FLOKY ha realizzato una calza rivoluzionaria per il mondo dello sport, in grado di favorire il miglioramento delle prestazioni, prevenire gli infortuni e velocizzare il recupero. La compressione muscolare del polpaccio data dal Tape System, presente sulle calze, aumenta la spremitura favorendo l’ossigenazione dei tessuti interni.

Tra le calze tecniche sportive, RE-CHARGE di FLOKY è la prima calza biomeccanica specifica per il recupero post allenamento o gara. Fornisce un supporto migliorativo e rigenerativo di tutte le funzioni biomeccaniche legate ai tendini e a ai muscoli di piede e gamba, consentendo l’attivazione del ritorno venoso, l’eliminazione delle tossine responsabili dell’affaticamento muscolare, la rigenerazione del muscolo e lo scarico delle parti tendinee da sovraccarichi e infiammazioni. I composti inorganici presenti nella calza interagiscono con il calore corporeo, velocizzando la riparazione dei danni tessutali, facilitando la risoluzione delle infiammazioni e stimolando la microcircolazione.